Messinscene e produzioni

L'ALTRA VOCE
Silenzi e voci sommesse femminili nel Novecento
07 settembre 2007 - Castello di Cles

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L'altra voce
è uno spettacolo nel quale, sullo sfondo di una scenografia insolita e cangiante, si alternano ed intrecciano linguaggi artistici differenti (musica dal vivo, proiezione di video originali, interpretazione di testi poetici). La trama è costituita da un'accurata scelta di brani di scrittrici e poetesse del Novecento (Cristina Campo, Anna Achmatova, Marina Cvetaeva, Wislawa Szymborska, Nelly Sachs), che rappresentano appunto l''altra voce' evocata dal titolo: la voce femminile, ma anche ad un tempo la voce della poesia, in certo senso la più "femminile" tra le arti, ovvero la più discreta ed inerme.
Ad unire le diverse voci poetiche, è - sottile, al limite invisibile filo conduttore - l'episodio contenuto nella novella con cui si apre la raccolta Le mille e una notte. Dopo aver scoperto il tradimento della moglie e averla uccisa insieme al suo amante, il re Sharyar decide di unirsi ogni notte con una vergine e di decapitarla all'alba del mattino seguente. Ultima delle vittime designate è Sharazad che, invitata a raccontare una storia con cui trascorrere la notte (il tempo che la separa dalla morte), oppone finalmente al sogno di sangue del tiranno l'incanto della propria parola. Affascinato dai racconti di Sharazad, il tiranno la esorta, come noto, a non interrompere la narrazione, che continua per "mille e una notte". La metafora è chiara. La voce di Sharazad è il simbolo dell' altra voce (di ogni voce altra ), la quale, per contrastare la voce dominante - la voce "maschile" del potere, della propaganda, del conformismo ideologico -, non può contare che sulla propria bellezza, sulla propria malìa (si pensi anche, nell'ambito dell'iconografia femminile, al canto ipnotico delle sirene). Cosa ha rappresentato infatti la poesia del Novecento - e tanto più la poesia femminile (non, si badi, femminista) - se non il controcanto della retorica dell'epoca, incentrata sulle parole d'ordine di ideologie torve e violente ?