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Bartleby lo scrivano
Trento _ Parco della Predara
29.05 ore 21.30
ariaTeatro
Compagnia teatrale di recente costituzione con sede a Pergine Valsugana e a Venezia, che ha fra i propri scopi la produzione di spettacoli e rassegne teatrali, con un occhio particolare all’aspetto recitativo del teatro.
Nella compagnia recitano diversi attori formatisi alla Scuola di Teatro “Giovanni Poli” presso il teatro a l’Avogaria di Venezia.
Aria ha organizzato la rassegna Estateatro 2007, pubblicato il libro di poesie “Mistika” di Marzia Todero con allegato CD con le musiche di Luca Vianini e le poesie interpretate da Denis Fontanari e Marzia Todero, prodotto lo spettacolo teatrale “Bartleby lo scrivano”, oltre a diverse performance per il festival Sentieri Paralleli.
L’associazione Aria sta preparando la rassegna Estateatro 2008, lo spettacolo teatrale “Unam Sanctam” che sarà messo in scena nell’agosto 2008.
adattamento per il teatro
Marzia Todero
con
Alberto Dall’Abaco – Bartleby
Denis Fontanari – l’avvocato
Christian Renzicchi – Turkey
regia del gruppo con la supervisione di Irene Lamponi
produzione ariaTeatro 2008
Tre tavoli, tre sedie e un attaccapanni ci portano all’interno di uno studio legale nella New York di metà Ottocento.
Presso lo studio legale dell’avvocato (Denis Fontanari), narratore della storia, lavora il focoso Turkey (Christian Renzicchi), personaggio che porta sulle sue spalle tutto il versante comico della prima parte della vicenda.
L’assunzione di Bartleby (Alberto Dall’Abaco) sconvolge la vita dell’ufficio e la storia inizia la sua vorticosa e ineluttabile spirale mettendo in scena l’ultimo tratto della vita di Bartleby, un uomo insolito, riservato, che dietro poche parole nasconde un’enorme sensibilità.
A prima vista l’apparente fissità del suo procedere, lo sguardo spento possono far pensare ad un uomo vuoto, in realtà Bartleby è un uomo che è stato svuotato da ciò che è stata la sua vita. Una vita che gli ha insegnato che tutto corre verso la morte, proprio come quelle lettere che per lungo tempo si è trovato a dover smistare, lettere cariche di speranza mai giunte ad alcun destinatario.
L’incontro tra l’avvocato e lo scrivano si apre con un’iniziale distanza tra i due; l’avvocato sulle prime non riesce a comprendere il mondo che Bartleby racchiude in sé ma riesce a cogliere solo quello che lo scrivano fa emergere attraverso i suoi scarni “preferirei di no”; a mano a mano che il rapporto procede, però, l’avvocato inizia a subire il curioso fascino di quest’uomo silenzioso.
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