SPERANZE RESIDUE: UTOPIA
una sperimentazione de il Funambolo su Utopia di Thomas More
VOCE _ Andrea Caltran
SAX _ Stefano Carloni
CAMERA1 _ Tiziana Poli
CAMERA2 _ Guido Laino
REGIA VIDEO LIVE _
Marco Furgeri
Quello delle utopie è essenzialmente un mondo testuale: di conseguenza esplorare l'isola utopica è un atto allo stesso tempo linguistico e meta-letterario. "Speranze residue: Utopia" è un viaggio che si compie attraverso la sperimentazione e l'improvvisazione sul testo letterario ( Utopia di Thomas More) e sullo spartito musicale attraverso il metodo del cut-up e del fold-in , con riprese dal vivo e proiezioni che amplificano il gesto degli autori/attori.
In quattro quadri/performance si compie il viaggio di ricerca di Utopia: il primo quadro mette in scena il naufragio, il secondo racconta l'approdo sull'isola e la sua scoperta geografica, il terzo agisce sul cuore del testo di More con la sua progressiva frammentazione volta a una ricostruzione improvvisata e casuale, il quarto racconta l'uscita da Utopia e la cacciata dall'idea stessa di utopia.
Nell'estate del '59 il celebre scrittore statunitense William Burroughs comincia ad applicare alla propria scrittura il cut-up method sulla scia di sperimentazioni artistiche come il ready made duchampiano e il collage dadaista, la musica di John Cage e la scrittura automatica di Tristan Tzara; si tratta di scomporre in frammenti un testo e di ricombinarne l'ordine casualmente, oppure di mescolare i frammenti di più testi fino a renderli un'unica opera. Con Speranze residue: Utopia si propone un'improvvisazione che sperimenta sul testo letterario e sullo spartito musicale, facendone residui di un testo che andranno a comporre continuamente nuovi testi, proliferanti di significati altri. L'azione sul testo è presente nei quattro quadri con modalità e tecniche differenti, legate allo sviluppo del viaggio e al procedere delle quattro fasi messe in scena nei quattro quadri/performance.
La messinscena si sviluppa attraverso un dialogo fra attori e linguaggi diversi, con una struttura costruita sulla accumulazione e lo scontro fra voci, suoni, immagini e gesti diversi. L'attore e il musicista si fronteggiano nello spazio scenico, al loro fianco due telecamere seguono e riprendono dal vivo i loro gesti, che vengono proiettati alle loro spalle, amplificando l'effetto delle loro azioni. Il pubblico si trova così dinanzi alla visione generale dei due artisti che dialogano e che frammentano i propri spartiti, e allo stesso tempo può osservare i particolari dei loro gesti e il ricombinarsi dei testi sotto i loro occhi.
Speranze residue: falling to pieces è stato prodotto per "Tabula Rasa", un progetto di Denis Isaia all'interno della sede bolzanina di
Manifesta 7 .
Speranze residue: utopia procede dal nucleo di quel lavoro e debutterà a fine luglio al festival
Azioni Inclementi di Schio.