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PRESENTE REMOTO
UNA FUTURA ARCHEOLOGIA DELL OGGI
01.12.2011 | 29.01.2012
Spazio Archeologico Sotterraeo Sas - p.za Battisti - TN
Cosa accadrebbe se in un futuro imprecisato senza memoria del nostro tempo un gruppo di archeologi si imbattesse nei resti della nostra civiltà? È questa l'ipotesi controfattuale, l'espediente narrativo che sta alla base del progetto Presente Remoto una mostra/installazione che si inaugura giovedì 1 dicembre alle ore 18.30 presso il S.A.S.S., in Piazza Cesare Battisti a Trento. La mostra resterà presso il SASS fino al 29 gennaio.
L'idea è quella di guardare al presente da un punto di vista alieno (il futuro indefinito) servendosi di un metodo di indagine (l'archeologia) affatto riconoscibile. Si tratta dunque di concepire un falso plausibile, unendo fiction e modus operandi scientifico.Lavorare sul falso ha potenzialmente sempre – come insegnano la letteratura e il cinema – un valore euristico: deformando la realtà, è possibile infatti enfatizzarne, in termini ironici e perturbanti, gli aspetti problematici o semplicemente nascosti. Così è, appunto, per la fittizia ricostruzione archeologica futura del nostro tempo, il materiale per la quale sarà significativamente fornito soprattutto dai rifiuti, che appaiono essere di fatto i prodotti di gran lunga più durevoli – e in qualche modo emblematici – della civiltà moderna e contemporanea (Günter Anders, in particolare, sottolinea come i prodotti della civiltà industriale e post-industriale abbiano una natura residuale, siano cioè creati per essere scartati). Un'altra ipotesi di lavoro, d’altra parte, è che l'archeologo del futuro interpreti come intenzionali gli effetti in realtà inintenzionali (o collaterali) dell'azione dell'uomo contemporaneo. L'uomo del futuro vedrebbe cioè un disegno, l'espressione di una consapevole Weltanschaung, in quanto noi oggi riconosciamo di irrazionale nel nostro rapporto con l'ambiente. Ne emerge un quadro ipotetico sul nostro tempo come Era della Plastica, in cui la sopravvivenza in un mondo quasi inabitabile a causa delle sue condizioni ambientali è affidata alla casualità e a una serie di pratiche illogiche fondate su irrazionalità e irresponsabilità. è insomma un’opera che trova il proprio senso nel gioco di somiglianze e distanze fra il mondo riscritto e il mondo contemporaneo per come ognuno di noi lo percepisce.
Presente Remoto è un’opera di il Funambolo a cura di Marco Furgeri, Guido Laino e Tiziana Poli, realizzata con il finanziamento della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia Autonoma di Trento, della cooperativa Quater e dello Studio d’Arte Andromeda di Trento.
GLI OBBIETTIVI
Il progetto di archeologia dell’oggi punta a sviluppare una riflessione critica sulle pratiche della società contemporanea, ovvero sulle tendenze culturali, sociali e ambientali comuni a tutta Italia e, più in generale, al modello di civiltà e sviluppo occidentale (la città su cui si lavora è Trento, ma la sua ricostruzione congetturale rappresenterà una chiave di lettura di tutta la contemporaneità occidentale).
Tuttavia la dimensione creativa di questa ricerca, la sperimentalità legata al gioco paradossale sul falso plausibile, e la natura, per certi versi quasi performativa, di grande installazione “mascherata” (l’arte contemporanea che sembra altro, che non si dichiara per via diretta), sono gli strumenti attraverso cui questa riflessione critica cerca un impatto col pubblico che superi i confini dell’analisi specialistica per sviluppare una dinamica anche emotiva di dialogo con il fruitore, che si trova inevitabilmente coinvolto nel gioco di reimmaginazione del proprio mondo.
Si affrontano così da presupposti del tutto nuovi, più partecipati e creativi, problematiche come quella ambientale, ovvero un tema che, pur se molto presente nel dibattito attuale, spesso non è percepito come pienamente coinvolgente. La condivisione di una prospettiva estranea sul proprio tempo può invece aiutare il fruitore a interrogarsi su tutte quelle pratiche poco virtuose che pure sono considerate connaturate a un modo di vivere ormai assunto come “naturale”. Vi è dunque, accanto all’ispirazione artistica dell’opera, anche una potenzialità didattica (come d’altra parte in ogni utopia e distopia): il Funambolo segue così una strada ancora una volta ibrida, fra teoria critica, arte contemporanea, letteratura, filosofia e multidisciplinarità.
IL PROGETTO ARTISTICO (sviluppo teorico)
Si è costituito un gruppo di lavoro composto da esperti in discipline fra loro apparentemente distanti, ma la cui combinazione, proprio per questo, si è rivelata proficua: per alcuni mesi i curatori hanno dialogato con Franco Nicolis (archeologo), Denis Isaia (critico e organizzatore culturale), Francesco Gabbi (sociologo) e Riccardo Acerbi (esperto ambientale). L’obiettivo del gruppo di lavoro è stato l’individuazione delle principali tematiche da affrontare (produzione e smaltimento rifiuti, mobilità, edilizia e urbanistica, ecc.), degli ambiti di ricostruzione archeologica (ordinamento socio-culturale, ritualità, culti funerari, architettura e organizzazione urbana, ecc.) e degli elementi da rileggere (tipologia dei resti, dei documenti, delle tracce lasciate dalla nostra civiltà). Il lavoro del gruppo ha posto le basi teoriche della ricostruzione congetturale, fondamentalmente erronea e dunque, a maggior ragione rivelatoria, del presente.
IL PROGETTO ARTISTICO (sviluppo pratico)
- MOSTRA | Vengono rispettate a pieno la metodologia e l’estetica della classica mostra archeologica per mezzo dell’allestimento di bacheche di reperti, di ricostruzioni attraverso modelli, di pannelli esplicativi. La somiglianza di questa finta archeologia con l’archeologia reale è uno degli elementi chiave per attirare il fruitore in un gioco di riflessi e di ipotesi del quale il fruitore stesso è protagonista con il proprio senso critico e la propria creatività. Fra gli elementi dell’installazione/mostra vi sono anche ricostruzioni di oggetti (il gioco di fraintendimenti porta alla creazione di oggetti compositi fatti di elementi che, pur essendo estranei fra loro, sono posti in relazione da una teoria erronea), residui o reperti interpretati secondo una meccanica di straniamento ironico, bozzetti, panoramiche ipotetiche realizzate in computer grafica, ampie didascalie.
- VIDEO | Tiziana Poli, in stretta collaborazione con il gruppo di lavoro, ha realizzato un mockumentary in cui si mostrano le ricerche archeologiche sul campo, tra finte rovine e laboratori in cui si analizzano i reperti. Proprio il lavoro sui reperti rappresenta la sfida più interessante dell’opera di docufiction che mescola la ripresa dal vivo, il fotomontaggio, il disegno e la computer grafica, allo stesso modo in cui oggi si inseriscono opere d’arte e raffigurazioni varie nei documentari scientifici. Il video è sia parte integrante della mostra, sia un lavoro autonomo che si sviluppa attraverso tutta la narrativa costruita in relazione alle ipotesi archeologiche sul nostro presente e al suo ipotetico futuro.
- RICOSTRUZIONI ARTISTICHE | Per dare maggiore efficacia all’ipotesi teorica creata dal gruppo di lavoro e al finto documentario archeologico, si sono realizzate delle ricostruzioni del mondo come lo immaginano gli archeologi del futuro attraverso il lavoro di due artisti, Luigi Penasa e Cristian Stenico. Da una parte si hanno bozzetti artistici, in cui si mostrano ricostruzioni generali su pannelli di grandi dimensioni e illustrazioni di particolari relativi a quanto descritto dai pannelli esplicativi; dall’altra, attraverso il video e la computer grafica, si dà una forma alle congetture sull’ambiente in cui questa civiltà viveva, con grandi panoramiche sulla città e le sue peculiarità.
- OGGETTI E MODELLI | Se la mostra è in un certo senso, nel suo complesso, un’unica opera d’arte, cioè un’installazione di grandi dimensioni che mette in scena una mostra archeologica, non è comunque solo in questa dimensione che si attiva la sua dinamica creativa. I reperti, le ricostruzioni, i pannelli esplicativi, i bozzetti e i modelli, sono tutti elementi che operano l’effetto di straniamento attraverso cui si esprime nel suo complesso l’installazione, restando al tempo stesso singole opere d’arte, capaci di articolare un discorso autonomo di sfida al fruitore. I reperti archeologici e gli elementi di allestimento sono dunque doppiamente perturbanti e come sdoppiati su due mostre parallele, attive su due livelli differenti. Il rifiuto diventa opera d’arte non in quanto tale, ma nell’ipotetico viaggio temporale che lo proietta nel futuro e ce lo restituisce come reperto archeologico, ovvero traccia di una civiltà estinta.
- LOCATION | La mostra verrà allestita presso lo spazio SASS, ovvero uno spazio archeologico nel centro di Trento, dove sono visitabili una strada romana e la zona circostante dell’antica Tridentum. Pur costruita per proporre un provocatorio dialogo fra archeologia reale e archeologia fittizia, l’installazione di futura archeologia dell’oggi potrebbe essere riallestita anche in altri spazi, trasformando di fatto il luogo che la ospita in una sorta di museo del futuro (o nelle sue rovine). Da questo punto di vista è interessante ipotizzare un dialogo fra questo lavoro e uno spazio significativo di archeologia industriale come quello di Cittàdellarte, a Biella, sede della Fondazione Pistoletto, dove la mostra sarà riallestita a partire da febbraio 2012.
- CATALOGO E DVD | Il culmine del lavoro di Presente Remoto è la pubblicazione finale, perché un progetto così ambizioso non sia limitato alla sua dimensione più performativa, pure necessaria, ma possa invece produrre una riflessione permanente sulla temporaneità del presente e sulla sostanziale illogicità di molte delle pratiche che raccontano un cattivo rapporto fra la società occidentale e il suo ambiente naturale.
In questo senso la pubblicazione correlata alla mostra dovrà comunicare la natura ibrida del progetto: sarà dunque da una parte catalogo archeologico, che continua e amplia il gioco di falso plausibile messo in atto dalla mostra, e dall’altra pubblicazione critica, che attraverso le riflessioni del gruppo di teorici porterà in primo piano i temi centrali dell’operazione artistica; e tuttavia anche quello del catalogo sarà un gioco ambiguo, in equilibrio fra finzione e analisi teorica, fino a mescolare le carte al punto di far emergere la componente critica nella messinscena archeologica e di proseguire la narrazione della rilettura futura all’interno dei testi teorici.
Insieme al catalogo si intende produrre un dvd con il mockumentary in versione integrale, alcuni dei materiali prodotti dalla mostra (per una sorta di visita virtuale della mostra stessa) e delle ricostruzioni in computer grafica, con le planimetrie e gli altri contenuti relativi alla ricostruzione ipotetica della città del presente.
I CURATORI
Guido Laino è nato a Napoli nel 1978 e dal 1986 risiede a Trento. è laureato in Lingue e Letterature Straniere alla Facoltà di Lettere dell’Università di Trento e ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Letteratura Americana presso l’Università di Salerno con una tesi sulle forme dell’utopia nel romanzo postmoderno statunitense.
Ha pubblicato diversi articoli in riviste italiane e straniere, ha preso parte a convegni e seminari su temi letterari e culturali, ha collaborato con le università di Trento, di Salerno, di Stony Brook (Long Island, New York) e con la Columbia University di New York. Per il 2012 è prevista la pubblicazione del suo primo libro, Spazi inquieti: eterotopia e letteratura.
Dal 2006 è redattore della rivista il Funambolo e socio fondatore dell’omonima associazione, per la quale cura la scrittura di tutte le messinscene e dei progetti artistici e culturali come laboratori di scrittura e di lettura, seminari, ed eventi. Ha inoltre ideato e curato quattro edizioni del Festival CinemaZERO, dedicato al cinema e al video a costo zero; è stato direttore artistico di varie feste di strada, curatore di diverse mostre, ha sviluppato e realizzato installazioni e progetti artistici di vario genere, e si è occupato della programmazione del circo(lo) Wallenda.
Marco Furgeri è laureato in filosofia. Al centro dei suoi interessi (e delle sue ossessioni) ci sono la parola e il sacro. Lettore curioso ma prudente, ama tornare infine sempre agli stessi libri e agli stessi autori: Cristina Campo, Franz Kafka e René Guénon. è redattore della casa editrice Il Margine e ha pubblicato con il Pulcino Elefante. Dal 2006 è redattore della rivista il Funambolo e socio fondatore dell’omonima associazione, per la quale cura la scrittura di tutte le messinscene e dei progetti artistici e culturali come laboratori di scrittura e di lettura, seminari, eventi vari, ed è stato inoltre curatore di diverse mostre. Si dedica anche all’insegnamento.
Tiziana Poli è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si specializza in fotografia e montaggio video. Dal 2006 ha diverse esperienze lavorative come montatrice e operatrice di camera collaborando con alcune realtà che lavorano sul territorio trentino. E' cofondatrice de il Funambolo con il quale organizza eventi culturali di vario tipo occupandosi principalmente di allestimenti, video e grafica. Attualmente frequenta il corso di regia alla Zelig - scuola di documentario, televisione e nuovi media di Bolzano.
IL FUNAMBOLO
il Funambolo è una piccola intrapresa artistica: un viaggio gaio e ardito lungo il filo d’una passione condivisa, e insieme un esercizio d’equilibrio fra competenze e interessi eterogenei: la letteratura, il cinema, la musica, l’arte, la critica e la creatività nel senso più ampio immaginabile.
Obiettivo del Funambolo è di raccogliere attorno a sé una rete di artisti e collaboratori interessati a mettere in gioco le proprie competenze e i propri linguaggi all’interno di progetti creativi condivisi. Da qui la propensione a ideare e realizzare opere collettive ed eventi-contenitore che permettano l’incontro sperimentale fra artisti, arti e linguaggi differenti.
Fra i progetti del Funambolo si ricordano: Post-Circus (Stazione dei treni di Trento, 2007); Preferirei di NO (Festival dell’Economia, 2008); Speranze Residue (Manifesta 7, 2008); L’artificio, mostra/laboratorio (Trentoship/Trento.Link, 2009); Le cronache del periscopio (Portobeseno, 2010); La fabbrica delle storie, mostra di scrittura migrante (Biblioteca di Trento, 2010); Giuseppe Sartori, un trentino alla corte di Warhol (Trentoship/Trento.Link, 2010).
Fra i progetti svolti o in corso di svolgimento, oltre a Presente Remoto, nel 2011: Piccola Accademia Fantasma (menzione speciale “Science en plain Art” nella forma precedente di Piccola Accademia di Oklahoma); il Bastimento (progetto creativo multimediale sulla memoria della migrazione); Il fiume che non c’è 2011 (direzione artistica); La notte della miniera (direzione artistica), Piazza Dante in Paradiso (direzione artistica)
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